Scout e terremoto: diario del 27 luglio

TERREMOTO: DIARIO 27 luglio 2012
(a cura dell’inc. Comunicazione Agesci Emilia Romagna)

“GRANDE QUEL POPOLO CHE NON HA BISOGNO DI EROI, FORTUNATA QUELL’ASSOCIAZIONE CHE LI HA!”

Con queste parole i Presidenti Agesci hanno ringraziato i tanti capi che ormai da mesi, pur nelle vesti di persone direttamente colpite dal terremoto, si prodigano per portare assistenza alla popolazione delle proprie comunità.
Nella giornata di giovedì 26 luglio e venerdì 27 luglio i Presidenti Agesci Marilina Laforgia e Matteo Spanò sono venuti in visita nelle zone colpite dal terremoto, per rendersi conto di persona dei danni e per testimoniare la vicinanza dell’Associazione tutta ai gruppi scout colpiti. Ad accompagnarli, oltre ai responsabili regionali, anche gli incaricati di zona Carpi e Modena e l’incaricato nazionale alla protezione civile. Giovedì sono stati in visita prima a Rovereto sulla Secchia a incontrare i membri delle Comunità Capi di Rovereto e Rolo, poi a Medolla dove erano presenti capi del Medolla e dei due gruppi di Mirandola e poi in tarda serata a San Felice sul Panaro, dove erano presenti capi di San Felice, Massa Finalese, Cavezzo, Casumaro e Modena. Oltre ai gruppi del posto hanno anche incontrato i capi delle altre regioni in servizio nelle tendopoli. A San Felice la squadra della colonna mobile regione Veneto ha organizzato nella tendopoli una cena frugale (consumata intorno alle 23.30).
In tutti i posti i Presidenti hanno ripetuto che “siamo qui per ascoltare le vostre storie, sentire le vostre parole”. E così avviene. Seduti in cerchio, come in un fuoco di bivacco, si alternano i racconti. Dalla narrazione traspare l’emozione e la fatica, i dubbi per il futuro, ma anche il coraggio, di essere stati presenti fino dai primi momenti. Siamo tutti emozionati dal sentire che in qualche modo tutte le unità dei gruppi colpiti partiranno per le consuete attività estive, per recuperare la speranza di un ritorno alla normalità.
C’è spazio anche per qualche critica alle procedure che regolamentano la nostra azione, che probabilmente sono corrette quando si immagina di agire in un territorio diverso da quello di appartenenza, ma che risultano troppo strette quando l’emergenza è a casa tua e vorresti essere più libero di agire.
“Abbiamo bisogno come Associazione di imparare da questa esperienza, di fare autocritica e capire cosa si può migliorare nel nostro modo di stare nell’emergenza”, ci dicono. Fare tesoro dell’esperienza: una modalità che come scout conosciamo bene.
Il fatto che le attività estive non si interrompano è veramente un segno di speranza. Tutt’altro che scontato. Il problema si pone dopo l’estate. Molti gruppi hanno le sedi completamente inagibili. Arrivano dai capi appelli accorati di aiuto. “Come faremo a settembre? Cosa diciamo ai nostri ragazzi?”. I Presidenti ci rassicurano che il loro problema di capi rispetto ai ragazzi è realmente il problema di tutta l’Associazione e che si cercherà di venire incontro alle diverse esigenze. A tal fine sarà effettuata dalle zone e della Regione la mappatura dei problemi. Ci promettono che già al prossimo Consiglio nazionale se ne parlerà e pur nel rispetto della democrazia associativa che regola le decisioni si cercherà di accelerare i tempi per dare risposte concrete. È chiaro che è comunque il momento di ingegnarsi e farsi venire delle idee, utilizzando soprattutto la nostra creatività e capacità di costruire una strada quando questa sembra smarrita.
Venerdì gli incontri proseguono a Finale Emilia, al SOE e al magazzino che ha visto tanti capi svolgere un servizio duro e non sempre gratificante.
Salutando e ringraziando i capi, Marilina e Matteo ci dicono con sincerità che “la bellezza dello scautismo è che riesce a incarnarsi nella realtà, in sicilia nella lotta per la legalità e qui in Emilia; quello che fate è veramente un patrimonio per l’Associazione”.
Ci ha fatto bene questa visita.

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