Ricordo di Paolo Zoffoli: fratello scout e amico di tutti

Se è vero che ogni persona che attraversa il nostro cammino, anche se solo per un breve tratto, ci regala una prospettiva diversa o un insegnamento, sicuramente l’incontro con Paolo Zoffoli lo è stato per quanti lo hanno potuto conoscere e lavorarci assieme.

Paolo è tornato alla Casa del Padre dopo mesi di sofferenza causati da quel brutto male inaspettatamente diagnosticato all’inizio di quest’anno. Appartiene a quel gruppo di giovani capi che ha avuto la responsabilità di gestire i non facili anni ’80 dell’AGESCI, quelli successivi all’unificazione ASCI e AGI, dove Paolo si è messo a disposizione con generosità. Sono emerse fin da subito le sue doti di aggregazione, la grande conoscenza del metodo scout, le sempre efficaci competenze organizzative dove riusciva con particolare serenità a gestire con buon senso ed efficacia qualsiasi problema complesso.

È stata sicuramente una figura importante per la crescita sia numerica che di qualità dello scautismo locale e regionale, ponendosi in continuità con grandi figure di capi espressi dallo scautismo cesenate. Cresciuto alla scuola di Edo Biasoli, ha saputo esprimere e proporre in modo originale una sua visione di scautismo che sapeva coniugare la fedeltà al metodo scout a proposte che tenevano sempre conto dei cambiamenti della realtà sociale e di quella sempre più complessa del mondo giovanile.

Nella sua cinquantennale esperienza di capo scout è stato chiamato a ricoprire tanti ruoli in Associazione sia come capo unità con i ragazzi che in ambito di Zona, di Regione e nazionale, vissuti sempre con la tranquillità di chi sapeva cosa fare e dove andare, rendendolo un leader da seguire senza indugi. Oltre ai tanti capi che lo hanno incontrato, soprattutto ai campi di formazione, i tanti ragazzi che lo hanno avuto capo lo ricorderanno come un educatore attento, rispettoso e con l’entusiasmo di chi viveva con passione l’essere scout.

Nel raccontare Paolo è importante anche ricordare la presenza al suo fianco della moglie Vittoria con cui ha condiviso la gran parte del suo vissuto di capo scout. Vittoria è venuta a mancare improvvisamente alcuni anni fa e se lo scautismo aveva perso una donna e una capo di valore, a Paolo è venuto a mancare – e chi lo conosceva bene lo percepiva – un supporto importante. Nonostante questo Paolo ha continuato a essere attivo, disponibile e efficace come sempre, pronto ad affrontare sfide nuove.

Ricordare solo il suo essere capo è comunque riduttivo perché questo suo essere speciale si è manifestato anche nel mondo del lavoro dove si è distinto per le sue capacità professionali e dirigenziali, oltre all’apprezzato impegno nella Diocesi di Cesena. Se con l’avanzare degli anni il suo impegno nello scautismo lo aveva consapevolmente modificato, era rimasto sempre per tutti un punto di riferimento importante, capace di offrire una originale analisi dei problemi, disponibile a dare preziosi consigli e un supporto concreto quando richiesto. In questi ultimi anni si era dedicato a mantenere viva la memoria del passato dello scautismo cesenate ed emiliano-romagnolo con la pubblicazione di alcuni libri, convinto che senza conoscere il passato non si può capire il presente e progettare il futuro. Fra le sue tante attività di ricerca e diffusione della storia dello scoutismo troviamo anche la sua preziosa collaborazione alla realizzazione di diverse mostre e l’ultima, sicuramente la più importante, è stata quella sulla figura di don Giovanni Minzoni che, presentata alla Route nazionale delle Comunità capi nell’agosto 2024, lo ha visto tra i principali curatori.

Nel salutarci non ti diciamo grazie perché ci avresti risposto “per che cosa”, ma diciamo semplicemente ci hai voluto bene, ti vogliamo bene e questo esserci insieme voluti bene è stato bellissimo.

Virgilio Politi

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