Alfiere della Repubblica

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito a due scolte di AGESCI Emilia-Romagna l’attestato d’onore di “Alfiere della Repubblica”: sono Alice Chiozza del Gruppo Piacenza 1 e Aruna Rossi del Gruppo Cento 1.

In particolare ad Alice è stato riconosciuto “l’impegno e la generosità con cui ha prestato il proprio servizio volontario nella pattuglia di Protezione civile dell’Agesci di Piacenza. Grazie al suo lavoro organizzativo e di coordinamento tanti scout sono riusciti ad alleviare le difficoltà di persone costrette a casa e in stato di bisogno”.

Nello specifico ad Aruna è stata riconosciuta “la passione con cui si è dedicata, insieme agli amici del gruppo Agesci di Cento, al dialogo con gli anziani costretti all’isolamento a causa della pandemia. Il dialogo si è sviluppato nella forma epistolare, dando vita al progetto “Amici di penna” e facendo emergere nell’incontro tra generazioni una grande ricchezza di contenuti e sentimenti”.

Il servizio “Amici di penna” è anche stato raccontato dai protagonisti con un articolo nel Diario dei servizi Covid-19.

“Alice e Aruna rappresentano quanto i giovani, troppo spesso descritti in questo periodo come soggetti passivi e demotivati, sono invece capaci di essere motore di cambiamento, capaci di cura, ed esempio per la società intera – commentano i responsabili regionali Daniela Dallari e Francesco Santini e l’assistente ecclesiastico regionale don Andrea Turchini – Dobbiamo tutti un grande grazie ai rover e alle scolte che in tutta Italia si sono prodigati per aiutare le persone più deboli, mettendo a disposizione con entusiasmo e generosità, anche nei momenti più difficili, le loro competenze con uno stile di condivisone nella quotidianità che è esempio per tutti”.

Il riconoscimento odierno viene assegnato dal Presidente della Repubblica a giovani che nel 2020 si sono distinti per l’impegno e le azioni coraggiose e solidali, e rappresentano, attraverso la loro testimonianza, il futuro e la speranza in un anno che rimarrà nella storia per i tragici eventi legati alla pandemia.

Di seguito le motivazioni complete riportate sul sito web del Quirinale:

Alice Chiozza, 18 anni, residente a Piacenza – Per l’impegno e la generosità con cui ha prestato il proprio servizio volontario nella pattuglia di Protezione civile dell’Agesci di Piacenza. Grazie al suo lavoro organizzativo e di coordinamento tanti scout sono riusciti ad alleviare le difficoltà di persone costrette a casa e in stato di bisogno;

Alice

Fin dai primi giorni dell’emergenza sanitaria ha cercato di rendersi utile per la comunità. Appena le è stato possibile, ha offerto con generosità il proprio servizio volontario alla pattuglia di Protezione civile dell’Agesci di Piacenza, dove ha svolto un notevole lavoro organizzativo, aiutando a distanza altri volontari sul campo e gestendo i turni. La provincia di Piacenza è stata tra le più colpite nella prima ondata della pandemia, e gran parte dei servizi erano rivolti a soddisfare le necessità delle persone costrette in casa. Alice era consapevole di non poter intervenire direttamente sul campo, in quanto minorenne, tuttavia il suo contributo costante è risultato molto prezioso, per l’opera dei volontari e per quanti si sono trovati ad affrontare le difficoltà maggiori e la solitudine.

Aruna Rossi, 18 anni, residente a Cento (FE) – Per la passione con cui si è dedicata, insieme agli amici del gruppo Agesci di Cento, al dialogo con gli anziani costretti all’isolamento a causa della pandemia. Il dialogo si è sviluppato nella forma epistolare, dando vita al progetto “Amici di penna” e facendo emergere nell’incontro tra generazioni una grande ricchezza di contenuti e sentimenti.

Aruna

Il suo gruppo Agesci collabora già da qualche anno con il Comune di Cento, in provincia di Ferrara, “adottando” gli anziani che partecipano ai progetti di integrazione socio-sanitaria. Quando è sopraggiunta l’emergenza per la pandemia ed è diventato impossibile l’incontro diretto, i giovani hanno cercato un modo alternativo per far giungere la propria voce ai “nonnini” del territorio e per tener loro compagnia in un momento tanto delicato e difficile.

Aruna si è impegnata con gli altri componenti del suo gruppo a intraprendere uno scambio epistolare con questi amici anziani e a proseguirlo nelle settimane del lockdown. È nato così il progetto “Amici di penna”: una modalità con cui è stato possibile un dialogo in sicurezza, senza il ricorso a quegli strumenti digitali che sono ostici per molti anziani. Per ricchezza di contenuti e di sentimenti, lo scambio di racconti e di storie è andato anche al di là di una semplice conversazione e ha offerto la gioia di un incontro più profondo tra generazioni.

Servizio RAI TG 1

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