{"id":11370,"date":"2023-01-15T17:03:33","date_gmt":"2023-01-15T16:03:33","guid":{"rendered":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=11370"},"modified":"2023-01-17T10:40:21","modified_gmt":"2023-01-17T09:40:21","slug":"lagi-dal-1945-al-1973","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=11370","title":{"rendered":"AGI dal 1945 al 1973"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Guide in Emilia-Romagna<\/h2>\n\n\n\n<p><br><strong>Tradizione sociale e nuovo protagonismo<\/strong><br>Con il ritorno della pace, anzi qualche tempo prima, nel settembre 1943 in Italia ritorna anche<br>lo scautismo, seguito poco dopo dalla nascita delle guide cattoliche dell\u2019Associazione Guide<br>Italiane (Agi) come proposta fondata sui valori, sulla metodologia scout e sulla formazione<br>cristiana.<br>L\u2019iniziativa di dar vita alle guide in regione parte ancora una volta da mons. Emilio Faggioli che<br>fonda a Bologna il primo reparto coinvolgendo una giovane Emma Tornimbeni, divenuta poi<br>la prima Commissaria regionale. L\u2019esperienza del guidismo suscit\u00f2 molto interesse da parte<br>delle ragazze perch\u00e9 permetteva loro di sperimentare una propria autonomia e la possibilit\u00e0 di<br>dimostrare che erano capaci di poter fare da sole.<br>Lo sviluppo fu rapido, anche se numericamente molto inferiore rispetto a quello dell\u2019Asci,<br>probabilmente perch\u00e9 in quegli anni per le ragazze la possibilit\u00e0 di vivere questo tipo di<br>esperienza era limitato soprattutto dall\u2019appartenenza sociale, la sola che permetteva di uscire<br>da logiche culturali che precludevano alla donna esperienze nuove.<br>In quel periodo storico, nel mondo civile come nelle parrocchie, l\u2019associazionismo femminile                              &#8211; a differenza di quello maschile &#8211; non fu particolarmente sostenuto e promosso e lo slancio<br>del nuovo \u201cprotagonismo femminile\u201d, espressione di una maturazione e crescita di autonomia<br>della donna, venne presto ricondotto verso modelli femminili tradizionali. Con una nuova<br>spiritualit\u00e0 ed una intenzione di sviluppo della identit\u00e0 femminile attenta alla responsabilit\u00e0<br>personale e all\u2019assunzione di impegno e cura verso il prossimo, l\u2019Agi rimane un\u2019associazione<br>per gran parte di \u00e9lite e non di massa, promossa e partecipata principalmente da donne e<br>giovani del ceto medio o medio-alto.<br>Anche in Emilia-Romagna lo sviluppo e le caratteristiche dell\u2019associazione sono<br>sostanzialmente queste: una diffusione non ampia, con presenza principalmente nelle citt\u00e0<br>maggiori, per lo pi\u00f9 legata a sacerdoti lungimiranti che si fanno \u201cgaranti\u201d di questa proposta<br>educativa femminile con le famiglie e &#8211; spesso &#8211; con gli altri sacerdoti e la gerarchia ecclesiastica.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Un\u2019associazione di nicchia, ma di grande spessore<\/strong><br>Il guidismo dell\u2019Agi non voleva essere la trasposizione al femminile dell\u2019esperienza maschile,<br>ma cercava lo sviluppo di una propria originalit\u00e0 mantenendosi per\u00f2 fedele alla proposta<br>educativa di Baden-Powell centrata sulla Legge scout e la Promessa, l\u2019educazione alla Fede e<br>l\u2019esperienza di gruppo, la vita all\u2019aperto e la progressione personale. La ricerca dell\u2019originalit\u00e0<br>\u201cdi uno scautismo al femminile\u201d porta l\u2019Agi a svilupparsi in modo diverso dall\u2019associazione<br>maschile non solo sul piano dell\u2019elaborazione metodologica ma anche su quello organizzativo<br>mentre l\u2019Asci si stava consolidando in modo ben strutturato e organizzato, con un livello<br>gerarchico ben definito e con un metodo scout sostanzialmente rigido.<br>Al contrario l\u2019Agi era una realt\u00e0 che affidava ampia autonomia ai gruppi e le strutture<br>associative, pur presenti, erano soprattutto volte ad essere di raccordo tra le varie esperienze<br>e luogo di riflessione e maturazione delle scelte che servivano per offrire qualit\u00e0 alla proposta<br>educativa delle ragazze. Le attivit\u00e0 delle bambine nelle Coccinelle, delle ragazze nel reparto<br>Guide in Emilia-Romagna delle Guide e delle scolte nel Fuoco erano proposte con tutte le caratteristiche proprie dello scautismo di Baden-Powell, ma interpretate con elementi originali che costituivano \u201cla grande ricchezza\u201d del guidismo cattolico italiano.<br>Gli anni \u201950 e \u201960 segnano, nel nostro paese, il passaggio dalla ricostruzione al tempo<br>pi\u00f9 faticoso dello sviluppo economico, poi a quello pi\u00f9 promettente dell\u2019apertura alla<br>emancipazione e del riconoscimento dei diritti della donna e sono, per il guidismo, un tempo<br>di lenta crescita numerica anche se ricca dal punto di vista della elaborazione dei contenuti.<br>Accadeva di frequente che le giovani capo lasciassero l\u2019Associazione al momento del<br>matrimonio (allora in tempi assai anticipati rispetto ad oggi) oppure al termine degli studi<br>quando si entrava nel mondo del lavoro.<br>Questo non ha consentito il costruirsi di processi consolidati attraverso l\u2019accumulo di<br>esperienze vissute da pi\u00f9 persone che, con metodo, si passavano un testimone ma vedeva<br>lasciate alle relazioni personali la serie di esperienze di vita anche di grande valore e spessore                   davvero profonde e significative &#8211; maturate nell\u2019associazione.<br>L\u2019Agi \u00e8 stata una grande realt\u00e0 di scautismo cattolico, laboratorio di elaborazioni<br>metodologiche importanti e di forte proposta educativa nella fede cristiana, capace di<br>rivendicare la propria originalit\u00e0 per essere un movimento femminile cattolico protagonista<br>nei cambiamenti della societ\u00e0 e della Chiesa italiana.<br>All\u2019inizio, nel 1947, la presenza dell\u2019Agi in regione \u00e8 limitata a poche citt\u00e0 con un solo gruppo.<br>Nel tempo solo qualche centro &#8211; Bologna (4 gruppi), Cesena (2 gruppi) e Modena (3 gruppi) &#8211; \u00e8<br>riuscito ad aprire pi\u00f9 realt\u00e0 stabili mentre altrove nascevano altri gruppi singoli. Il numero delle<br>associate, dunque, non \u00e8 mai stato elevato e nel 1974, al momento dell\u2019unificazione con l\u2019Asci,<br>si contavano circa 20 gruppi nella regione con 1750 iscritte.<br>Numeri piccoli, quindi, con frequenti chiusure\/riaperture delle unit\u00e0 sempre legate alle<br>vicende di studio, lavoro e di vita delle capo. Esisteva, per\u00f2, un grande legame di fratellanza<br>che si manifestava nelle numerose occasioni di aiuto reciproco tra gruppi di diverse citt\u00e0 che<br>si aiutavano con scambi e incontri, facendo insieme uscite e campi per dare continuit\u00e0 di<br>occasioni educative a coccinelle, guide e scolte.<br>Si susseguono come Commissarie regionali Emma Tornimbeni, Anna Sofia Mattioli,<br>Giuliana Zampighi e Anna Folicaldi che dal \u201965 \u00e8 Responsabile nazionale Scolte. Con<br>la Squadriglia nazionale Scolte nel 1968 a Chiavari, nasce la \u201cMagna Charta\u201d che porta<br>all\u2019Assemblea nazionale Scolte dell\u2019agosto 1969 con cui l\u2019Agi vuole ripensare il metodo alla luce<br>dell\u2019esperienza, della storia e cultura contemporanee e del Concilio Vaticano II, senza timore di<br>mettere in discussione tutto il disordine costituito mascherato sotto l\u2019ordine apparente.<br>Siamo nel periodo storico della contestazione giovanile che scuote e obbliga le societ\u00e0<br>occidentali ad interrogarsi. Fino quel momento Asci e Agi hanno camminato in modo<br>autonomo, in parallelo e senza particolari collaborazioni, ma sul finire degli anni \u201860 cominciano<br>le prime attivit\u00e0 tra le unit\u00e0 di scolte e rover per vivere esperienze comuni pur mantenendo<br>ciascuno la propria originalit\u00e0. Sono le prime esperienze di coeducazione che, se non<br>indirizzano, rafforzano per\u00f2 l\u2019idea che sta emergendo in parte delle due associazione di dar<br>vita ad una un\u2019unica realt\u00e0 per dare una risposta \u201cnuova e innovativa\u201d alle future generazioni.<br>Come nell\u2019Asci la proposta dell\u2019unificazione crea forti contrasti, divisioni e abbandoni, cos\u00ec \u00e8<br>pure nell\u2019Agi.<br>Anche in Emilia-Romagna c\u2019\u00e8 una componente dell\u2019Agi contraria all\u2019unificazione perch\u00e9<br>intravede il pericolo di una perdita di identit\u00e0 e teme non sia pi\u00f9 possibile esprimere propri<br>contenuti, venendo relegate ad un ruolo subalterno anche a motivo delle sproporzioni<br>numeriche ed organizzative tra le due associazioni.<br>Nonostante resistenze, forti contrasti ed abbandoni (nell\u2019Agi prima, in Asci dopo l\u2019unificazione)<br>nel 1974 nasce l\u2019Agesci che porta alla fusione dei gruppi maschili e femminili, se presenti nella<br>stessa parrocchia, e all\u2019apertura di nuove unit\u00e0 femminili nei gruppi esclusivamente maschili.<br>E\u2019 tuttavia nei fatti che l\u2019evoluzione metodologica dell\u2019Agesci si sia sviluppata molto sulle<br>linee del guidismo e abbia \u201ccostretto\u201d la parte maschile a rivedere rigidezze e modalit\u00e0 di lavoro<br>che la caratterizzavano.<br>E\u2019 grazie alla presenza di capo dell\u2019Agi, fortemente poi impegnate nell\u2019Agesci, se oggi l\u2019identit\u00e0<br>femminile non solo \u00e8 stata mantenuta ma gioca un suo ruolo specifico e qualificante e l\u2019intero<br>impianto educativo di questa associazione si sforza di vivere con equilibrio le dinamiche di<br>crescita proprie di ogni singolo.<br>E\u2019 da mettere in evidenza come ancora una volta le capo della regione Emilia-Romagna<br>anche in Agesci abbiano offerto ed offrano anche oggi il loro prezioso contributo alla crescita<br>in termini di contenuti e qualit\u00e0 anche sul piano nazionale come nel passato avevano fatto<br>nell\u2019Agi.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>\u2026a loro dobbiamo particolare gratitudine<\/strong><br>Delle vicende del guidismo, per come \u00e8 stato vissuto e strutturato &#8211; in Emilia-Romagna<br>come in Italia &#8211; purtroppo non \u00e8 rimasta documentazione pari allo slancio e ai valori ideali delle<br>persone che lo hanno vissuto.<br>Nella ricerca di testimonianza per cogliere l\u2019identit\u00e0 e l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019Agi spiccano certamente<br>alcune capo dell\u2019Emilia e della Romagna: Anna Folicaldi, Maria Gloria Senni, Adele Selleri e<br>Rosanna Stagni di Bologna, Giuliana Zampighi di Modena e Giorgia Bazzocchi a Cesena.<br>E\u2019 stato possibile rintracciare solo alcune di queste persone oppure ritrovare qualche nota<br>sulla stampa associativa di allora. Tra tante capo, dobbiamo particolare gratitudine anche a<br>Paola Savelli a Faenza, Anna Figini di Ravenna, Egidia Fogacci a Forl\u00ec e Rita Caleffi di Mirandola<br>senza dimenticare Anna Bonazzi, Lucia Vezzini ed Anna Sofia Mattioli, le guide della prima<br>squadriglia di S. Giovanni in Monte dell\u2019Agi Bologna 1, con le quali tutto \u00e8 iniziato.<br>Al fianco di tutte loro hanno camminato a lungo alcuni dei migliori sacerdoti della Chiesa<br>emiliano-romagnola, condividendo responsabilit\u00e0 ed impegno anche nell\u2019Asci: ricordiamo<br>in modo particolare le figure di mons. Emilio Faggioli, mons. Giovanni Catti e mons. Nevio<br>Ancarani a Bologna, don Camillo Mellini a Fidenza e don Lino Mancini a Cesena.<br>\u00c8 anche grazie a loro e a tante altre giovani donne, pi\u00f9 conosciute localmente, che l\u2019Agi \u00e8<br>stata in grado di donare all\u2019Associazione di oggi la specificit\u00e0 del guidismo italiano.<\/p>\n\n\n\n<p>(testo da <strong><em>Impronte 1917-2021 Scout e guide tra il Po e l\u2019Adriatico<\/em><\/strong> di V. Politi &amp; P. Zoffoli &#8211; Editore Stilgraf)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=327\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=327\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">FOTOGRAFIE AGI 1945-1973<\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Guide in Emilia-Romagna Tradizione sociale e nuovo protagonismoCon il ritorno della pace, anzi qualche tempo prima, nel settembre 1943 in Italia ritorna anchelo scautismo, seguito poco dopo dalla nascita delle guide cattoliche dell\u2019Associazione GuideItaliane (Agi) come proposta fondata sui valori, sulla metodologia scout e sulla formazionecristiana.L\u2019iniziativa di dar vita alle guide in regione parte ancora&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-11370","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11370","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11370"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11370\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11399,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11370\/revisions\/11399"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11370"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}