{"id":11358,"date":"2023-01-15T16:31:05","date_gmt":"2023-01-15T15:31:05","guid":{"rendered":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=11358"},"modified":"2023-01-17T10:39:52","modified_gmt":"2023-01-17T09:39:52","slug":"asci-1950-1973","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=11358","title":{"rendered":"ASCI al 1950 al 1973"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Ricostruzione e ripresa<\/h2>\n\n\n\n<p>Tra quelli che erano troppo piccoli prima della guerra per andare in uscita ma che avevano<br>visto gli scout con gli occhi da lupetto oppure ne avevano sentito raccontare i giochi e le<br>avventure c\u2019erano coloro i quali, adesso sui 25\/30 anni, si trovano la responsabilit\u00e0 di avviare e<br>guidare il mondo scout nell\u2019Italia della ricostruzione e della rinascita.<br>Si avevano davanti due rischi, entrambi potenzialmente fatali: riprendere da dove si era<br>lasciato, applicando con fedelt\u00e0 metodo e sistema di gestione vissuto venti anni prima, oppure<br>partire ex-novo, in una realt\u00e0 sociale e culturale del tutto cambiata rispetto agli anni \u201920 (anche<br>per il fatto che i contatti con il mondo \u201cesterno\u201d erano stati, per forza di cose, ridotti e circoscritti<br>ad un ristretto numero di persone cos\u00ec come la conoscenza delle esperienze e l\u2019elaborazione<br>educativa vissuta dallo scautismo nelle nazioni libere).<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>Consegnano il testimone con fiducia nei giovani<\/strong><br>Fu un dono di grazia che la gran parte dei \u201cvecchi capi\u201d che erano stati nei reparti scout prima<br>della guerra, insieme alla estrema generosit\u00e0 di impegno nel riattivare iniziative, contatti tra<br>persone e gruppi e dare davvero l\u2019anima perch\u00e9 l\u2019Asci rinascesse, ebbe l\u2019intelligenza di capire<br>che era fondamentale custodire i valori fondanti (il senso dell\u2019impegno, i valori della Legge e<br>della Promessa, il servizio al prossimo come stile di vita) uniti alla capacit\u00e0 di trasmetterli con<br>una proposta rinnovata e adeguata ai tempi.<br>La conoscenza e la stima reciproca tra molti, sparsi in tutta Italia, consent\u00ec in qualche modo<br>di far circolare anche ai pi\u00f9 lontani le intuizioni e le idee di coloro che erano stati vicini allo<br>scautismo belga e francese (soprattutto) che, per gran parte, diedero l\u2019impronta al mondo<br>scout di quegli anni.<br>L\u2019ultima grande azione fu quella di credere e mettere in pratica la fiducia verso i giovani<br>capi, consegnando il testimone senza legare loro le mani. Ebbero fiducia che giovani che non<br>erano stati scout da piccoli, ma che erano diventati adulti attraversando una guerra, avrebbero<br>saputo riconoscere i valori fondanti ed avrebbero potuto trovare strade nuove, adatte ai loro<br>passi e ai passi dei ragazzi che ora si avvicinavano all\u2019Asci.<br>Fu allora che il testimone pass\u00f2 a Samuele Andreucci, a Gigi Menozzi, a Enrico Dalmastri<br>a Paolone Severi mentre alcuni giovani sacerdoti, vivacissimi ed innamorati dello scautismo,<br>davano il cambio alla generazione di mons. Faggioli: erano don Giovanni Catti, don Annunzio<br>Gandolfi poi ancora, in giro per la regione, fra\u2019 Agostino Bertoni, don Nino Levratti, don Lino<br>Mancini, don Tonino Moroni ed altri ancora\u2026<br>Si aprivano reparti dove erano gi\u00e0 stati negli anni \u201920, ma anche in tante nuove localit\u00e0;<br>insieme agli esploratori e ai lupetti (con una metodologia arricchita sulla scia delle associazioni<br>francesi e belghe), si delinea una proposta educativa originale italiana anche per la branca<br>Rover, et\u00e0 per la quale la prima Asci aveva espresso davvero poco. In questo particolare<br>contesto i capi della Emilia-Romagna si inseriscono attivamente e agiscono con utili soluzioni<br>di mediazione in mezzo alle pi\u00f9 decise, e reciprocamente distanti, iniziative dei capi lombardi<br>e romani.<br>In regione lo scautismo si diffonde e si consolida: nel 1955 si unificano le due precedenti<br>realt\u00e0 (Emilia e Romagna) che si erano costituite nel 1945 raccogliendo la prima Modena,<br>Reggio, Parma, Piacenza mentre Ferrara con tutta la Romagna era insieme a Bologna. Una<br>distinzione che, in realt\u00e0, non era stata di ostacolo alla costituzione di legami tra le persone, la<br>circolazione di idee tra i capi e lo scambio di sollecitazioni e il sostegno, quando necessario.<br>Quando i cellulari non erano neppure nella mente di Dio ed i telefoni erano merce rara nelle<br>case, senza l\u2019ombra di autostrade e con il treno o l\u2019autobus come solo mezzo per spostamenti<br>di massa\u2026 furono fatti miracoli da qualche decina di \u201csognatori di futuro\u201d che costruirono una<br>trama di relazioni e di amicizie di cui ancora noi tutti siamo eredi.<\/p>\n\n\n\n<p><br><strong>\u201cSognatori di futuro\u201d, oltre il \u201968<\/strong><br>Quando arriva la burrasca del \u201968 tra i capi della regione c\u2019\u00e8 gi\u00e0, anche se non diffusissima,<br>una sensibilit\u00e0 educata da alcune delle menti pi\u00f9 fini del pre-Concilio e del Concilio (eventi ai<br>quali anche il nostro mondo scout non \u00e8 lontano). Si avvertono lieviti di attenzione e interessi<br>non episodici per la questione dei diritti, dell\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 autonoma dei<br>giovani, per l\u2019impegno politico\u2026<br>Nonostante ci\u00f2 anche lo scautismo dell\u2019Emilia-Romagna vive per qualche anno tra forti<br>scossoni e incertezze. Attraversiamo questo tempo, tuttavia, anche con le caratteristiche<br>della nostra gente: siamo particolarmente appassionati, calorosi ma anche testardi, litigiosi e<br>talvolta abbiamo la memoria dell\u2019elefante per qualche fatto che non ci va a genio\u2026<br>Alla fine, per\u00f2, non sappiamo stare isolati, arroccati e \u201cavere il muso con il mondo\u201d: ci piace<br>troppo vivere la vita insieme agli altri. Litighiamo, ed anche forte, per due\/tre anni. Si creano<br>forti conflitti e ci si oppone con foga in assemblee che mai pi\u00f9 saranno cos\u00ec infuocate.<br>Per\u00f2, per fortuna, da una e l\u2019altra parte non manca la presenza di qualcuno che ha lo<br>sguardo al dopo, al domani. E reciprocamente, anche nelle liti pi\u00f9 furibonde, non viene meno<br>una credibilit\u00e0 personale che consente di preservare fiducia reciproca e sostanziale rispetto<br>del valore delle posizioni opposte.<br>Lentamente si superano gli attriti pi\u00f9 forti, reciprocamente ci si rinnova fiducia e si riprende<br>il cammino. \u00c8 arrivato il momento dell\u2019Agesci.<\/p>\n\n\n\n<p>(testo da <strong><em>Impronte 1917-2021 Scout e guide tra il Po e l\u2019Adriatico<\/em><\/strong> di V. Politi &amp; P. Zoffoli &#8211; Editore Stilgraf)<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"has-text-align-center wp-block-heading\"><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=193\" data-type=\"URL\" data-id=\"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/?page_id=193\" target=\"_blank\">FOTOGRAFIE ASCI 1950-1973<\/a><\/h2>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricostruzione e ripresa Tra quelli che erano troppo piccoli prima della guerra per andare in uscita ma che avevanovisto gli scout con gli occhi da lupetto oppure ne avevano sentito raccontare i giochi e leavventure c\u2019erano coloro i quali, adesso sui 25\/30 anni, si trovano la responsabilit\u00e0 di avviare eguidare il mondo scout nell\u2019Italia della&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"class_list":["post-11358","page","type-page","status-publish","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11358","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=11358"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11358\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11398,"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/11358\/revisions\/11398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/emiro.agesci.it\/archiviofoto\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=11358"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}